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Ultima sede di servizio
Polizia di Stato, Questura, Squadra Volante
Causa della morte
ucciso a colpi di arma da fuoco
Data della morte
16/05/1988
LE CIRCOSTANZE
Circostanze della morte
Fu assassinato da un rapinatore che aveva bloccato subito dopo l’assalto a un ufficio postale di Padova.<br><br>
L’agente Trevisan, insieme ad altri due colleghi faceva parte di un equipaggio della sezione Volanti della questura di Padova. Verso le 9 ricevettero la nota di rapina consumata presso un ufficio postale della città, con la descrizione dettagliata degli autori. Questi ultimi, durante la fuga a bordo di una motoretta, rimasero coinvolti in un incidente stradale lungo la via retrostante la stazione ferroviaria, cosa che li costrinse a fuggire a piedi attraverso il sottopassaggio. La volante con a bordo l’agente Trevisan fu avvisata della circostanza da alcuni passanti: l’agente e il capopattuglia si portarono a piedi nel sottopassaggio raggiungendo il piazzale antistante la stazione, mentre l’autista rimase di guardia al mezzo. Sul piazzale l’agente Trevisan individuò i due rapinatori all’interno di un autobus fermo in una delle corsie; li fece scendere, ma quando si girò per attirare l’attenzione del collega, uno dei rapinatori reagì estraendo una rivoltella facendo fuoco e colpendo il poliziotto con cinque proiettili. Il criminale, che si diede alla fuga percorrendo a ritroso il sottopassaggio, venne bloccato pochi istanti dopo da altri agenti e arrestato dopo una violenta colluttazione. Il giorno successivo il giovane si suicidò mentre era detenuto in ospedale.
Alla memoria del caduto furono dedicate due lapidi (una sul luogo dell’assassinio e l’altra all’interno della questura di Padova), l’intitolazione dell’auditorium della sede del distretto ove il giovane aveva studiato.
L’agente Trevisan, insieme ad altri due colleghi faceva parte di un equipaggio della sezione Volanti della questura di Padova. Verso le 9 ricevettero la nota di rapina consumata presso un ufficio postale della città, con la descrizione dettagliata degli autori. Questi ultimi, durante la fuga a bordo di una motoretta, rimasero coinvolti in un incidente stradale lungo la via retrostante la stazione ferroviaria, cosa che li costrinse a fuggire a piedi attraverso il sottopassaggio. La volante con a bordo l’agente Trevisan fu avvisata della circostanza da alcuni passanti: l’agente e il capopattuglia si portarono a piedi nel sottopassaggio raggiungendo il piazzale antistante la stazione, mentre l’autista rimase di guardia al mezzo. Sul piazzale l’agente Trevisan individuò i due rapinatori all’interno di un autobus fermo in una delle corsie; li fece scendere, ma quando si girò per attirare l’attenzione del collega, uno dei rapinatori reagì estraendo una rivoltella facendo fuoco e colpendo il poliziotto con cinque proiettili. Il criminale, che si diede alla fuga percorrendo a ritroso il sottopassaggio, venne bloccato pochi istanti dopo da altri agenti e arrestato dopo una violenta colluttazione. Il giorno successivo il giovane si suicidò mentre era detenuto in ospedale.
Alla memoria del caduto furono dedicate due lapidi (una sul luogo dell’assassinio e l’altra all’interno della questura di Padova), l’intitolazione dell’auditorium della sede del distretto ove il giovane aveva studiato.
(© Caduti Polizia, IT →)
DOCUMENTAZIONE
Fonti
MEMORIA
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